A casa di un amico qualche tempo fa vidi un documentario su una famiglia di nomadi indigeni del Borneo. Rimasi colpito che nella loro lingua non esistevano parole come furto, ladro e rubare. Questo veniva spiegato con il fatto che il loro popolo si muove nella foresta tropicale vivendo di caccia e raccolta suddiviso in singoli nuclei familiari o piccolissimi clan. Come accade anche da noi in Italia, all’interno della famiglia tutto viene condiviso, dal cibo ai vestiti, solo che nel loro mondo non c’è praticamente nulla fuori dalla famiglia! Tutto il patrimonio comune viene ripartito secondo le necessità o condiviso, non si può rubare ciò che in fondo già ti appartiene, quindi alla fine non rimane nulla da rubare! Questo risultato che a noi può apparire così straordinario allo stesso tempo appare anche banale se immaginiamo una società dove esistesse solo la nostra famiglia. Possiamo anche immaginare che, migliaia di anni fa, tutta l’umanità vivesse in una situazione simile all’interno di piccoli villaggi dove tutti erano parenti stretti. In una comunità di 40 persone che senso ha il commercio? Noi del mondo industriale, dove tutto si compra e si vende, pratichiamo forse il commercio con i nostri cari? Oppure condividiamo piuttosto le cose e ci scambiamo doni e favori? Continua a leggere
In un precedente articolo avevamo citato tre funzioni fondamentali del denaro:
mezzo di scambio
unità di misura del valore
deposito di valore
Delle prime due funzioni abbiamo già parlato in precedenza, oggi parliamo un attimo della terza:
deposito di valore. Anche la terza funzione, come le altre, non è certo un mistero per nessuno, risparmiare denaro per accumulare una riserva per spese future è una usanza generalizzata nella nostra società. Una banalità che a prima vista può apparire sopravvalutata. Tuttavia il risparmio è un concetto fondamentale in economia da sempre. Nei tempi moderni inoltre tutto il sistema bancario si basa sui risparmi della gente. Infine vi è anche un motivo storico: il fatto che alcune merci si conservassero a lungo e si potessero quindi “accantonare” per scambi futuri diede un contributo decisivo al passaggio dal baratto alla moneta, ma di questo parleremo un’altra volta….
Concludiamo osservando che anche in questo caso abbiamo trovato sui libri di economia cose che tutti noi sapevamo già per esperienza diretta, solo che magari non gli avevamo dato un gran peso. Quindi se ora aggiungiamo le tre funzioni fondamentali del denaro alla sua definizione possiamo dire che abbiamo quattro punti di riferimento sicuri come base di partenza per riflettere e fare ulteriori ricerche al fine di affrontare i nostri dubbi sulle questioni monetarie.
In un precedente articolo avevamo definito il denaro come quella cosa che, in una comunità, la gente usa per fare acquisti, partendo dal suo uso più evidente.
Tuttavia nei libri che parlano di moneta spesso troviamo anche altri usi molto comuni, in genere si rammentano in tutto almeno tre funzioni fondamentali del denaro:
mezzo di scambio
unità di misura del valore
deposito di valore
I primi studiosi di economia dell’epoca moderna, intendevano, con questa parola, una serie di principi che permettevano una buona gestione della casa, in particolare della casa di campagna abitata da contadini, che era il modello più diffuso all’epoca.
Quali erano questi principi e a cosa servivano? Erano cose che a prima vista possono sembrare banali come: evitare gli sprechi; nei periodi di abbondanza mettere da parte qualcosa per i periodi di magra; il ricavo delle vendite deve superare i costi e simili.
Il fine ultimo è ovviamente mantenere la famiglia di quella casa. Tali attività erano legate alle risorse naturali e produttive come la terra, l’acqua, il raccolto, il bestiame. Ovviamente tali risorse non dovevano mai venire meno, quindi il raccolto doveva bastare fino al raccolto successivo, il bestiame che moriva doveva essere rimpiazzato con nuove nascite o nuovi acquisti e così via. Quello che si aveva a disposizione doveva durare il più a lungo possibile, grazie ad un oculato razionamento, riutilizzando quel che si poteva fino a completa usura oppure usando lo stesso materiale per diverse funzioni.
Il significato originale di economia dunque è gestione oculata delle risorse. Tuttavia oggi tale parola ha assunto anche un significato negativo con caratteristiche esattamente opposte; infatti tutti i movimenti ambientalisti (ma non solo) rimproverano all’economia della nostra società proprio uno spreco irresponsabile delle risorse e una cattiva gestione delle attività produttive che non permette di mantenere nel tempo le normali abitudini di vita. Come è possibile? Dove sono finiti i principi, i valori e l’economia di una volta? In parte sono rimasti dove sono sempre stati, nelle singole famiglie e talvolta anche nelle singole aziende. Oggi però nella società vi sono anche altre economie e bisogna stare attenti a non confonderle fra di loro. Cercheremo quindi di dare loro nomi diversi per distinguerle nei prossimi articoli.
Sempre più spesso si sente parlare su internet del ruolo della moneta in economia e di problemi ad essa legati che molti trovano di difficile comprensione. Ma è veramente così difficile fare un poco di chiarezza? Dedichiamo quindi una serie di articoli alla moneta per questo scopo.
Tutti lo usano fin da ragazzi, ma se chiediamo alla gente cos’è il denaro ovvero di definirlo il qualche modo noteremo spesso un certo imbarazzo, unito a risposte confuse e magari contraddittorie. Ecco una possibile risposta da parte di un cittadino comune: “Il denaro è quella cosa con cui si fa la spesa.. cioè no, non solo la spesa…si comprano tutte le cose.. lo fanno tutti… non conosco la definizione precisa ma insomma è quello!” Tutti lo usano fin dall’infanzia e nessuno giustamente sente il bisogno di cercare il significato della parola denaro sul vocabolario. Inoltre a cosa servirebbe? Tanto lo sappiamo usare lo stesso! Se uno tuttavia per curiosità cercasse sui libri tale significato cosa troverebbe mai? Definizioni contorte e oscure, scritte in linguaggio tecnico tipo questa: “Mezzo di scambio per le transazioni commerciali, generalmente accettato all’interno di una comunità”. Ma cosa vuol dire? Certo questa definizione non è stata fatta per chiarire le idee… Proviamo a tradurla in italiano corrente:
mezzo di scambio: si intende forse strumento per lo scambio?
Per le transazioni commerciali: vuol dire magari usato per acquistare e vendere oggetti?
Generalmente accettato all’interno di una comunità: cioè nella comunità lo usano un po’ tutti?
Il risultato della traduzione è che in una comunità il denaro è quella cosa che tutti usano per comprare le altre cose!! Sebbene sia scritta in un linguaggio strano e oscuro per i più, la definizione ufficiale di denaro è la stessa che avrebbe potuto dare ognuno di noi sulla base della propria esperienza personale!! Il denaro dunque è proprio quello che abbiamo sempre pensato e libri si limitano a confermare quello che già sappiamo. Il linguaggio tecnico non nasconde segreti ma solo una verità banale. Le definizioni servono per porre in evidenza un concetto e distinguerlo dagli altri, quindi gli studiosi di un tempo, volendo definire il denaro, si saranno chiesti: “quale è la sua caratteristica che lo distingue?”. La risposta più immediata è ovviamente l’uso che ne facciamo quando facciamo shopping… Possiamo allora concludere che il concetto di denaro non è un mistero per nessuno. Non è legato ad astruse teorie monetarie o economiche, ma solo all’esperienza quotidiana e al buon senso. Tutti noi lo conosciamo, anche chi non ha mai studiato economia. Questo vuol dire che in fatto di moneta non siamo del tutto ignoranti, anzi abbiamo un punto di riferimento sicuro, una solida base di partenza per riflettere e fare ulteriori ricerche. Dalla definizione di denaro quindi partiremo con i prossimi articoli sulla moneta… A presto!
La Transizione è un percorso che mira a realizzare un cambiamento verso un mondo migliore, senza i problemi legati ai combustibili fossili e al loro inquinamento, senza deforestazione, senza desertificazione. Un mondo dove l’uomo possa condurre una vita equilibrata, senza eccessi, in armonia con la natura e con se stesso. Un mondo dove le attività economiche umane siano quindi compatibili con la natura e quindi possano coesistere con essa indefinitivamente nel tempo. La Transizione quindi è anche una transizione economica oltre che culturale, civile e psicologica. Gli aspetti economici del mondo contemporaneo, come per esempio il picco del petrolio, sono fondamentali in questo contesto, quindi non possiamo permetterci di trascurarli. Al fine di promuovere la consapevolezza su simili argomenti, presenteremo in questa sede una serie di articoli su altrettanti concetti elementari che possono esserci utili, in modo da arricchire la “cassetta degli attrezzi” della Transizione. Il concetto del giorno è che la transizione è anche una transizione economica. A questo punto possiamo domandarci: da quale economia partiamo? A quale vogliamo arrivare? Anzi, prima ancora: cosa intendiamo per economia?
Molti di noi conservano un bel ricordo delle scuole elementari, tornando con la memoria ad un mondo visto con gli occhi di un bambino. Da adulti tuttavia possiamo permetterci anche altre considerazioni: a scuola ci sono stati insegnati gli elementi fondamentali di molte discipline: grammatica, matematica, geometria, storia, geografia… che in vario modo si sono rivelate utili nella vita. Come si può vivere nel mondo attuale senza saper scrivere? O senza saper contare? Nonostante le scuole elementari abbiano fatto un buon lavoro, da adulti scopriamo spesso di essere ignoranti di cose importanti da sapere anche se si tratta di concetti semplici, elementari, che richiedono poca fatica per essere appresi. Questo vale anche per problemi importanti come quelli affrontati dalla Transizione, che vanno dall’ambito ambientalista a quello sociale ed economico.
Per aiutarci a colmare le nostre lacune abbiamo preparato, in modo parallelo all’università del saper fare dei minicorsi di livello elementare sull’economia. Qui verranno illustrati dei concetti basilari come economia, risorsa e valore per comprendere meglio il nostro mondo e la grande disinformazione che circonda questo argomento.
Gli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca Lame in via Marco Polo 21/13. Per iscriversi, inviate una mail a lameintransizione@gmail.com, i giorni e gli orari saranno concordati con gli iscritti. Si prevede che il corso duri 3 incontri, uno alla settimana.
sabato 27 novembre ore 21.30 Le Ragazze della Casa Gialla
domani c’è l’ultima data in rassegna a The Globe :
Le Ragazze della Casa Gialla
e’ una data importante perchè la commedia che va in scena è scaturita dopo un anno di laboratorio teatrale al Centro sociale Casa Gialla.
Il centro sociale è in via Marco Polo, proprio in zona Lame e quindi sarà un’occasione per incontrarsi con i normali frequentatori, provando a spiegare loro che per transizione non si intende “passare a miglio vita nell’aldilà” ma “passare a miglior vita nell’aldiqua” .
Le 9 laborattrici (età dai 55 ai 72 anni) hanno sull’onda dell’entusiasmo, creato una vera e propria compagnia TeatroLab.
Da un anno circa, con “l’importanza del rusc”, sono le “testimonial” di hera, e aprono con il loro “corto teatrale”gli incontri con la cittadinanza in cui si spiega la raccolta porta a porta.
La coscienza ecologica c’è già e loro sono un ottimo punto di partenza per aprirsi al territorio. Comunque sia, sono una forza della natura e se verrete non ve ne pentirete!
ingresso 6.00 €
riduzioni 4.00 €
riduzioni per soci : Arcipelago Scec, Zoè, Punto Macrobiotico,studenti e over 60, Tangueri Esclà
Questo evento mira a promuovere “Lame in Transizione” in quanto progetto di ri-costruzione di una Comunità territoriale, nel territorio geo-politico delle Lame.
Il ricavato sarà infatti destinato alle attività che saranno messe in campo quest’anno.
Un pomeriggio veramente speciale Domenica 28 al Circolo Mazzini in via Emilia Levante,6 Bologna
alle 13: Svuotagranaio! piccolo mercatino per il baratto di oggetti usati
Anche se non ti serve più, non fargli fare la polvere in soffitta …e soprattutto non buttarlo! Ciò che altri non usano più, può essere utilissimo a te… e viceversa.
Ridiamo vita nuova a vecchi oggetti riscoprendo il gusto del baratto.
dalle 15: Laboratori del Saper Fare (ancora work in progress…)
-come preparare (e mantenere) la pasta madre per fare in casa un ottimo pane naturale, a cura di Beatrice Quattrini
- english do it yourself: come mantenere vivo il proprio inglese a costo zero! A cura di Alberto Girotti
- massaggi rilassanti: come regalare (e ricevere) una pausa felice dallo stress quotidiano, a cura di Federica Cuppini
…e altri in via di definizione…
dalle 17: Transition Talk a cura di Massimo Giorgini
Essere protagonisti del cambiamento che vogliamo: 12 passi per uscire dalla crisi progettando una città di Transizione
“Il mondo sta cambiando molto rapidamente e senza chiedere il permesso a nessuno. Nei prossimi anni i cambiamenti saranno ancora più rapidi e radicali.
Noi cosa possiamo fare? Subire passivamente le conseguenze oppure inventarci la storia del nostro futuro. Voi cosa preferite?”
La nostra consapevolezza, un valore fondamentale nella Transizione, è minacciata dalla disinformazione?
Giovedì 25 presso la Biblioteca Lame, Riccardo Sabellotti presenterà una conferenza dal titolo “Consapevolezza e Disinformazione” nella quale si affronterà il problema di come proteggere la nostra consapevolezza dalla disinformazione, la quale è sempre in agguato, anche senza televisione e giornali, poiché essa è frutto anche di alcune nostre tendenze naturali che dobbiamo imparare a gestire… Se siete interessati partecipate all’evento! Biblioteca Lame, via Marco Polo 21/13 Bologna; si entra dall’ingresso laterale, sala studio primo piano.