
Iin Svizzera dicono che hanno risevre di petrolio per 4 mesi e 1\2 , uno in più della media europea …però hanno anche altre vie. Comunque sia cominciano a parlarne anche loro.
Ecco il link
Ultimo incontro di marzo, mese dedicato all’economia, in cui vi abbiamo proposto alcune “ricette di resilienza”.
Finiamo con un incontro per riflettere sul messaggio che Nicole Foss, nota divulgatrice canadese, ha portato recentemente a Bologna e soprattutto per mostrare cosa la Transizione ha da offrire come risposta ai problemi economici da lei sollevati che toccano il nostro presente ed il nostro futuro. Presenterà i temi della conferenza Riccardo Sabellotti del gruppo guida di Lame in Transizione.
I primi studiosi di economia dell’epoca moderna, intendevano, con questa parola, una serie di principi che permettevano una buona gestione della casa, in particolare della casa di campagna abitata da contadini, che era il modello più diffuso all’epoca.
Quali erano questi principi e a cosa servivano? Erano cose che a prima vista possono sembrare banali come: evitare gli sprechi; nei periodi di abbondanza mettere da parte qualcosa per i periodi di magra; il ricavo delle vendite deve superare i costi e simili.
Il fine ultimo è ovviamente mantenere la famiglia di quella casa. Tali attività erano legate alle risorse naturali e produttive come la terra, l’acqua, il raccolto, il bestiame. Ovviamente tali risorse non dovevano mai venire meno, quindi il raccolto doveva bastare fino al raccolto successivo, il bestiame che moriva doveva essere rimpiazzato con nuove nascite o nuovi acquisti e così via. Quello che si aveva a disposizione doveva durare il più a lungo possibile, grazie ad un oculato razionamento, riutilizzando quel che si poteva fino a completa usura oppure usando lo stesso materiale per diverse funzioni.
Il significato originale di economia dunque è gestione oculata delle risorse. Tuttavia oggi tale parola ha assunto anche un significato negativo con caratteristiche esattamente opposte; infatti tutti i movimenti ambientalisti (ma non solo) rimproverano all’economia della nostra società proprio uno spreco irresponsabile delle risorse e una cattiva gestione delle attività produttive che non permette di mantenere nel tempo le normali abitudini di vita. Come è possibile? Dove sono finiti i principi, i valori e l’economia di una volta? In parte sono rimasti dove sono sempre stati, nelle singole famiglie e talvolta anche nelle singole aziende. Oggi però nella società vi sono anche altre economie e bisogna stare attenti a non confonderle fra di loro. Cercheremo quindi di dare loro nomi diversi per distinguerle nei prossimi articoli.
Per aumentare la nostra resilienza è necessario trovare e proporre nuovi modelli di riferimento, tenendo conto delle risorse e potenzialità del nostro territorio.
E’ questo, in sintesi, il progetto – Botteghe Locali, Empori Territoriali – che Arcipelago Scec ci propone, sviluppare una rete che valorizzi la produzione, la trasformazione e il consumo locale e trattenere la “ricchezza” che ne deriva, sul nostro territorio.
Sempre più spesso si sente parlare su internet del ruolo della moneta in economia e di problemi ad essa legati che molti trovano di difficile comprensione. Ma è veramente così difficile fare un poco di chiarezza? Dedichiamo quindi una serie di articoli alla moneta per questo scopo.
Tutti lo usano fin da ragazzi, ma se chiediamo alla gente cos’è il denaro ovvero di definirlo il qualche modo noteremo spesso un certo imbarazzo, unito a risposte confuse e magari contraddittorie. Ecco una possibile risposta da parte di un cittadino comune: “Il denaro è quella cosa con cui si fa la spesa.. cioè no, non solo la spesa…si comprano tutte le cose.. lo fanno tutti… non conosco la definizione precisa ma insomma è quello!” Tutti lo usano fin dall’infanzia e nessuno giustamente sente il bisogno di cercare il significato della parola denaro sul vocabolario. Inoltre a cosa servirebbe? Tanto lo sappiamo usare lo stesso! Se uno tuttavia per curiosità cercasse sui libri tale significato cosa troverebbe mai? Definizioni contorte e oscure, scritte in linguaggio tecnico tipo questa: “Mezzo di scambio per le transazioni commerciali, generalmente accettato all’interno di una comunità”. Ma cosa vuol dire? Certo questa definizione non è stata fatta per chiarire le idee… Proviamo a tradurla in italiano corrente:
mezzo di scambio: si intende forse strumento per lo scambio?
Per le transazioni commerciali: vuol dire magari usato per acquistare e vendere oggetti?
Generalmente accettato all’interno di una comunità: cioè nella comunità lo usano un po’ tutti?
Il risultato della traduzione è che in una comunità il denaro è quella cosa che tutti usano per comprare le altre cose!! Sebbene sia scritta in un linguaggio strano e oscuro per i più, la definizione ufficiale di denaro è la stessa che avrebbe potuto dare ognuno di noi sulla base della propria esperienza personale!! Il denaro dunque è proprio quello che abbiamo sempre pensato e libri si limitano a confermare quello che già sappiamo. Il linguaggio tecnico non nasconde segreti ma solo una verità banale. Le definizioni servono per porre in evidenza un concetto e distinguerlo dagli altri, quindi gli studiosi di un tempo, volendo definire il denaro, si saranno chiesti: “quale è la sua caratteristica che lo distingue?”. La risposta più immediata è ovviamente l’uso che ne facciamo quando facciamo shopping… Possiamo allora concludere che il concetto di denaro non è un mistero per nessuno. Non è legato ad astruse teorie monetarie o economiche, ma solo all’esperienza quotidiana e al buon senso. Tutti noi lo conosciamo, anche chi non ha mai studiato economia. Questo vuol dire che in fatto di moneta non siamo del tutto ignoranti, anzi abbiamo un punto di riferimento sicuro, una solida base di partenza per riflettere e fare ulteriori ricerche. Dalla definizione di denaro quindi partiremo con i prossimi articoli sulla moneta… A presto!
2° appuntamento di marzo, giovedì conosceremo due iniziative, Comunità energetica e Co-energia, che si occupano di energia rinnovabile, due possibilità diverse di usare i nostri soldi e di fare “economia” in modo semplice e sostenibile.
L’appuntamento è giovedì 15 marzo, alle 20,30, alla Biblioteca Lame in via M. Polo 21/13.
La Transizione è un percorso che mira a realizzare un cambiamento verso un mondo migliore, senza i problemi legati ai combustibili fossili e al loro inquinamento, senza deforestazione, senza desertificazione. Un mondo dove l’uomo possa condurre una vita equilibrata, senza eccessi, in armonia con la natura e con se stesso. Un mondo dove le attività economiche umane siano quindi compatibili con la natura e quindi possano coesistere con essa indefinitivamente nel tempo. La Transizione quindi è anche una transizione economica oltre che culturale, civile e psicologica. Gli aspetti economici del mondo contemporaneo, come per esempio il picco del petrolio, sono fondamentali in questo contesto, quindi non possiamo permetterci di trascurarli. Al fine di promuovere la consapevolezza su simili argomenti, presenteremo in questa sede una serie di articoli su altrettanti concetti elementari che possono esserci utili, in modo da arricchire la “cassetta degli attrezzi” della Transizione. Il concetto del giorno è che la transizione è anche una transizione economica. A questo punto possiamo domandarci: da quale economia partiamo? A quale vogliamo arrivare? Anzi, prima ancora: cosa intendiamo per economia?
Proseguono gli incontri dedicati alla resilienza. Dopo febbraio mese dedicato al cibo, a marzo si parla di economia.
Il primo incontro sarà dedicato allo Scec come moneta di scambio per le Banche del Tempo
Le Banche del Tempo sono uno strumento utilissimo in tempo di crisi, ma a volte fanno fatica a decollare perchè manca qualcosa : un controvalore reale e non solo virtuale.
E’ per questo che gli iscritti a Zoè Banca del tempo di Bologna,hanno pensato di inserire gradualmente lo scec come contropartita.
L’idea è quella di assegnare ad ogni ora di tempo un valore di 6 scec
La parola resilienza esisteva nella fisica, a designare la capacità di un metallo di riprendere la propria forma dopo aver ricevuto un colpo non abbastanza forte da provocarne la rottura.
E’ stato poi usato per esprimere il processo che permetteva agli animali di risolvere i problemi della loro esistenza senza esserne consapevoli.
Ultimamente lo si usa sempre più spesso per definire i processi in grado di consentire la “ripresa di uno sviluppo possibile dopo una lacerazione traumatica e nonostante le circostanze avverse”.
Il tema ci sembra più che mai adatto ai tempi che corrono.
Il mondo è pieno di persone dotate di una straordinaria resilienza. Sono la dimostrazione che i punti di forza (fattori di protezione) possono superare i punti di debolezza (fattori di rischio) ed è possibile riuscire a spezzare il corso scritto degli eventi, riuscire ad essere diversi e “discontinui” rispetto al destino che era stato scritto per noi.
Alcuni hanno una naturale propensione alla resilienza, altri – purtroppo – no.
Per questo è importante apprenderla, ricevere un sostegno e un supporto che aiuti a svilupparla (fin da piccoli).
Per questo abbiamo deciso di approntare un calendario di incontri sul tema Come affrontare la crisi : la Resilienza
Prossimamente pubblicheremo sul calendario le date.
Nel frattempo possiamo dire anche abbiamo individuato quattro aree tematiche da approfondire dal punto di vista della resilienza.
> alimentazione sostenibile
> economia solidale
> ambiente e salute
> transizione interiore
Appuntamento settimanale fisso, ogni mercoledì alle 20,30 presso la Biblioteca Lame via M. Polo 21/13. Iniziamo a febbraio Maggiori informazioni, man mano, verranno inserite nel nostro calendario.
scarica qui la nostra locandina per il 2012
Ciao a tutti e tanti auguri per l’anno nuovo. Abbiamo parecchi progetti in cantiere…nel frattempo aderiamo a questa iniziativa dei vari gas di Bologna
sabato 14 gennaio 2012 in Piazza dell’Unita’ dalle 15,00 alle 20,00 ci sara’ dibattito, musica e compagnia venite e diffondete, perche’ le nostre scelte di consumo diventino una manifestazione festosa!”
Coordinate IBAN : IT98 W 07072 02402 005000078490 Intestato a : Associazione culturale Zoè Via ferrarese 251-4 - 40128 Bologna C.F. : 91285840376 (allegare contabile all’ordine)
Per qualsiasi cosa, informazione e\o altro scrivete a zoebdt @gmail.com