Lame in Transizione

ci siamo, con altri minuscoli compiti.

A CHENT’ANNOS UNU CONTU (A Cent’Anni un racconto)

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Non si tratta di fare Storia. Non si tratta di lezioni. Occorre dare voce a chi parla piano,amplificarlo.Occorre cercare tracce perdute o anche solo dimenticate per riscoprire da dove veniamo e dove stiamo andando.Occorre frugare tra segni e ricordi per renderli vivi e disponibili, consultabili, condivisibili. Se è inevitabile che una comunità cambi, è necessario che sappia cosa lascia, cosa perde.

Nel centro della Sardegna c’è il paese di Ortueri che possiede un singolare primato : la maggioranza della popolazione “anziana” ha superato gli ottantacinque anni, conservando intatta la “facoltà di memoria”.
Nel 2009 due giovani videomaker ,Gabriele Murgia ed Alberto Bigolin, dell’Associazione Abacàda produzioni, hanno pensato bene di documentare questa memoria storica, attraverso un’inchiesta condotta tra li abitanti del paese.
La Proiezione sarà preceduta da una breve illustrazione del progetto Archivio Orale della memoria, che l’associazione Zoè, in collaborazione con Retelame, porterà avanti nel territorio delle Lame nell’anno 2010.

LUNEDI’ 24 GENNAIO 2010
ore 20.30
SALA CUBO
VIA ZANARDI 249
BOLOGNA
A CHENT’ANNOS UNU CONTU (A Cent’Anni un racconto)
DOC FILM
DI GABRIELE MURGIA E ALBERTO BIGOLIN

la proiezione, a cui parteciperanno anche gli autori, sarà precedeuta da una breve presentazione del progetto Archivio Orale della memoria

durante l’incotnro sarà possibile assaggiare in anteprima il pane, i biscotti e le marmellate prodott dal germoglio, di cui parliamo qui, perchè li incontriamo il 28 febbraio

Vi ricordiamo che in genere, tutti i nostri incontri prevedono momenti di convivialità ai quali, ciascuno partecipa portando qualcosa, soprattutto la schisetta ( e se non avete ancora il vostro kit transizionista, ordinatecelo : con tempi nemmeno troppo biblici ve lo faremo)
L’importante per noi è : non usare plastica usa e getta
Ecco una breve scheda degli Autori.
Gabriele Murgia –
Nato nel 1977, sardo d’origine e bolognese d’adozione, dopo la laurea in DAMS MUSICA con una tesi in campo etnomusicologico, ha lavorato in qualità d’antropologo al progetto della Regione Sardegna Archivi Sonori, documentazione capillare riguardante le varie parlate locali, reperibile in rete nella Sardegna Digital Library.
Si è occupato inoltre di riprese e montaggi video in varie occasioni, interessandosi alle maschere e alle sfilate del carnevale sardo e contemporaneamente alla festa di liberazione nel territorio bolognese.
Alberto Bigolin –
Classe 1976, veneto di nascita, dopo aver frequentato la facoltà di Lettere Moderne, ha dedicato la sua vita alla lettura ed allo studio dell’entità umana, nelle sue varie forme.
Ha messo insieme negli anni una vera e propria biblioteca personale di più di 2.000 volumi, selezionati non a caso tra i nomi più classici della letteratura di tutti i tempi e quelli più curiosi (Pizzuto, Ferretti, D’Arrigo, Ottieni, Landolfi, insieme a Bataille, Derrida, Baudrillard e McLuhan). Autore di un antiromanzo sperimentale.
Da anni si dedica alla fotografia ed allo studio delle immagini. È la sua prima incursione nel mondo video-autoriale.

A CHENT’ANNOS UNU CONTU (A Cent’Anni un racconto)

Lingua originale: ITALIANO / Dialetto Sardo

Sottotitoli: SI

Lingua sottotitoli: ITALIANO / INGLESE

Formato di ripresa: MiniDv

Durata in minuti: 87

Anno di produzione del film: 2009

Regista: GABRIELE MURGIA / ALBERTO BIGOLIN

Sceneggiatura: GABRIELE MURGIA

Fotografia: ALBERTO BIGOLIN

Montaggio: GABRIELE MURGIA

Musica: NOTARGIACOMO;

Suono: G. MURGIA / A. BIGOLIN

Produzione: ABACàDAproduzioni

Attori: *****

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Autore: Zoè Teatri

anche una comunità si può interpretare Esistono Organizzazioni ufficiali, che si esprimono attraverso il sito, le brochure, le mission, le vision, i comunicati stampa…mentre un’altra dimensione vive nelle menti delle persone che vi lavorano. Non si possono affrontare grandi progetti di cambiamento, di comunicazione interna ed esterna senza ascoltare queste due voci, senza confrontare questi due mondi, cercando di capirli entrambi . Zoè teatri usa l’azione teatrale come strumento di ri-creazione sociale sul territorio

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