Lame in Transizione

ci siamo, con altri minuscoli compiti.

Dono e baratto

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A casa di un amico qualche tempo fa vidi un documentario su una famiglia di nomadi indigeni del Borneo. Rimasi colpito che nella loro lingua non esistevano parole come furto, ladro e rubare. Questo veniva spiegato con il fatto che il loro popolo si muove nella foresta tropicale vivendo di caccia e raccolta suddiviso in singoli nuclei familiari o piccolissimi clan. Come accade anche da noi in Italia, all’interno della famiglia tutto viene condiviso, dal cibo ai vestiti, solo che nel loro mondo non c’è praticamente nulla fuori dalla famiglia! Tutto il patrimonio comune viene ripartito secondo le necessità o condiviso, non si può rubare ciò che in fondo già ti appartiene, quindi alla fine non rimane nulla da rubare! Questo risultato che a noi può apparire così straordinario allo stesso tempo appare anche banale se immaginiamo una società dove esistesse solo la nostra famiglia. Possiamo anche immaginare che, migliaia di anni fa, tutta l’umanità vivesse in una situazione simile all’interno di piccoli villaggi dove tutti erano parenti stretti. In una comunità di 40 persone che senso ha il commercio? Noi del mondo industriale, dove tutto si compra e si vende, pratichiamo forse il commercio con i nostri cari? Oppure condividiamo piuttosto le cose e ci scambiamo doni e favori? Sia pure a diversi livelli qualcosa dell’antico mondo tribale sopravvive anche da noi fra amici e parenti. Lo scambio di favori e quello di doni sono scambi economici? Se per economia intendiamo la gestione delle risorse sembra proprio di sì solo che il fine non è un ragionato profitto, ma soddisfare l’istinto e la tradizione di aiutarsi l’un l’altro. Tuttavia possiamo immaginare un guadagno più grande di questo? Questo comportamento basato sui buoni sentimenti e valori come la famiglia e la piccola comunità risulta certo economicamente molto vantaggioso, permette la collaborazione, la specializzazione ed una equa distribuzione dei beni disponibili. Essendo un processo continuo all’interno della vita quotidiana non ha molto senso domandarsi se un favore fatto sarà restituito, doni, condivisioni e favori vanno e vengono di continuo con le persone con cui si condivide la casa, il villaggio e quindi la vita. Le cose però andavano assai diversamente con gli scambi fra villaggi diversi, con persone quasi estranee e con le quali ci si vedeva due volte l’anno. In questo caso ciò che viene donato non può tornare indietro in tempi brevi e si rimarrebbe a lungo con qualcosa in meno e per giunta a vantaggio di un estraneo. Infatti da sempre sappiamo che gli scambi fra villaggi diversi avvenivano secondo lo schema del baratto, io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Questo tipo di scambio economico viene detto scambio commerciale, anche questo porta dei vantaggi sia al singolo che alla comunità (che può disporre di beni che altrimenti non avrebbe) ma vanno comunque notate alcune importanti differenze: il baratto si può fare anche con perfetti estranei che si vedono una sola volta nella vita senza impoverirsi ma guadagnandoci; può non avere alcuna influenza nei rapporti personali cioè essere estremamente “freddo”, può essere vantaggioso imbrogliare, vi è una nettissima distinzione fra ciò che è mio e ciò che è tuo.

In conclusione sia il dono che il baratto portano vantaggi economici ma “funzionano” in contesti diversi. Nella nostra società, fittamente popolata di estranei, ecco che gli scambi commerciali divengono dominanti e vengono usati a volte anche con amici e conoscenti con i quali in effetti non possiamo condividere la vita come ai tempi del villaggio tribale, lo scambio di favori rimane quindi limitato alle piccole cose e tutto il resto avviene per via commerciale, perdendo molta della sua funzione di rafforzamento dei rapporti sociali, anche fra amici il “baratto” sia pure importante e vantaggioso appare sempre più freddo di un piccolo dono. Il vero problema comunque non è tanto se uno è migliore dell’altro, poiché sono entrambi migliori nel loro giusto contesto, il vero problema è usarli male, fuori della loro natura come far pagare un piccolo favore ad un amico o farsi sfruttare da un estraneo che non ci vuole bene ma ci considera solo dei polli da spennare…

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