Lame in Transizione

ci siamo, con altri minuscoli compiti.


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Celebrare il cambiamento

calendario

E’ on line il calendario del cambiamento. Lame in Transizione ha contribuito con la pagina di Novembre, dedicata alla Celebrazione

celebrare ossia frequentare, rendere frequentato (Treccani)

Le parole parlano prima che noi le parliamo” diceva Lacan e nella parola celebrare c’è davvero tutto il senso della Comunità come esercizio di inclusione.

E siccome solo quando ci si sente parte di qualcosa, ci apriamo alla voglia e al piacere di costruire una storia comune, la celebrazione diventa un momento essenziale del processo di transizione .

Perchè celebrare : In un processo di transizione si ha spesso talmente “voglia di fare” che si corre il pericolo di essere sovrastati dagli impegni.

Quel che si vive all’interno della propria comunità diventa interessante per altre comunità che, nel loro modo e nei loro tempi potranno fare uso della nostra esperienza.

La comunicazione del fare diventa quasi una pratica indispensabile : partecipare a incontri in altri luoghi, aggiornare blog, mandare mail, preparare newsletter e anche scrivere piccole note per calendari come questo, sono parte di una sovrastruttura, che la pratica del “passaparola” non è ancora riuscita a smantellare.

A volte abbiamo l’impressione di non avere un attimo per fermarci tra noi per celebrare i nostri successi, anche quelli apparentemente minori.

Il risultato può essere quello di sentirsi affaticati, facendo perdere energia al processo stesso.

Cosa celebrare

E’ importante ricordarsi perciò, di celebrare i propri successi e anche gli insuccessi. Celebrare il fallimento significa fermarsi insieme a considerare quel che si è fatto, non per fare un mea culpa, ma per ripensare al cammino. Può capitare persino di considerare le cose da un altro punto di vista e capire che, anche se apparentemente si è arrivati a un punto morto, tutto quello che si è fatto, ha dato spinta e ispirazione ad altri sogni, ad altre pianificazioni e pratiche di transizione.

Come celebrare

Per celebrare bisogna festeggiare.

La distinzione tra i due termini non è poi così sottile, soprattutto per noi italiani che diamo alla parola celebrare soprattutto un significato religioso (celebriamo la messa, le nozze, ecc) .

Mentre il rito religioso, ma anche laico (celebriamo la liberazione, la vittoria e così via) è qualcosa che parte dall’alto e arriva ai partecipanti, la festa è un vissuto collettivo che scandisce il tempo della comunità e crea uno spazio autonomo, nel quale fare qualcosa di diverso.

Dove celebrare

Nelle feste di paese, dove ogni cittadino è coinvolto.

Ogni festa ha alle spalle una sua storia sacra o profana, intrisa di memoria, di passioni, amori, battaglie fatte rivivere nelle piazze e nelle strade con grande gusto ereditato dalla nostra tradizione rinascimentale. Durante queste feste si assiste a un fiorire di attività collaterali alle quali si può partecipare : fiere, mercatini, danze, gare, teatro in piazza, mascherate, sfilate e processioni,una per ogni paese.

Tutte sempre legate in qualche modo al cibo locale (dalla sagra della saracca alla sagra del maialetto sardo, non è dato sapere quante siano le sagre gastronomiche in italia).

Sicuramente, festeggiare l’iniziativa di transizione entrando a far parte di una di queste feste popolari, è un modo per incontrare la comunità, ma qualsiasi momento e qualsiasi luogo sono quelli giusti per festeggiare.

Sono momenti in cui ci apriamo all’altro, persino allo “straniero” che può condividere il suo cibo tradizionale con noi, e capire di non essere un indesiderato, ma un arricchimento della comunità.

A ogni modo, basta condividere del cibo e del vino per fare festa e fare comunità. I pic nic condivisi, i pranzi collettivi in strada, sono momenti di conoscenza dell’altro durante i quali attivare il passaparola, divertendosi.

E qui potrei scrivere un altro corollario sul significato della parola divertire (divertere) ma per una volta, cercatevelo voi.

 

Ciò che veramente conta nelle iniziative di transizione è che “non ha senso fare quello che stiamo facendo se non ci stiamo divertendo”.

Per questo, usiamo tutti i mezzi a nostra disposizione per festeggiare : ballare, cantare,pronunciare discorsi,raccontare storie, in poche parole “mettersi in gioco”.

Un processo di transizione senza gioco e creatività perde per strada il mezzo principale per raggiungere, toccare e coinvolgere le persone.

Diamo spazio alla creatività, che sia arte,narrazione, teatro,musica.

L’arte ci aiuterà a creare un formidabile collante tra le generazioni, a raccontarci il futuro in un modo diverso da quello che i media ci fanno percepire.

Conclusioni

Anche se siamo propensi a individuare il momento giusto per celebrare, solo nella conclusione di un percorso o nel raggiungimento di un obiettivo, non esiste un momento più giusto degli altri, perchè il momento giusto è semplicemente quello in cui la comunità si incontra per festeggiare. Perciò, avete messo la boccia in frigo?


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Programma per il 2014: la RESILIENZA

resilienzaSi, la resilienza è un tema che ci interessa, moltissimo!

Ne abbiamo parlato tempo fa, ed anche per il 2014 abbiamo deciso di approfondire una serie di aspetti che riguardano la resilienza personale, della nostra comunità e della nostra città.

Quindi quale migliore occasione per presentare questo programma se non una serata in cui conoscere un progetto che riguarderà la nostra città, d’altronde è chiaro che per fare una città resiliente ci vogliono cittadini resilienti….

BLUEAP_logo_verticalIl Progetto BLUE AP, che ha preso il via lo scorso 1 ottobre 2012 e che si concluderà il 30 settembre 2015, nasce con l’obiettivo di dotare la città di Bologna di un piano di adattamento al cambiamento climatico.          Il Comune di Bologna coordina il progetto, che coinvolge altri tre partner: Kyoto Club, Ambiente Italia e ARPA Emilia Romagna.

Ne parleremo con Giovanni Fini, del comune di Bologna, coordinatore del progetto.